Arriva maggio ed esce l’ennesimo comunicato stampa della coldiretti. Ma non si stancano mai?

logo coldirettiCoi primi caldi arriva, immancabile, anche il primo comunicato stampa della Coldiretti sul tema Gelato Artigianale.
Sembra quasi che gli uffici stampa di questa associazione non aspettino altro che qualche titolo a effetti sui giornali relativo a buone condizioni meteo per poter dire la loro, mescolando dati veri a qualche considerazione un po’ superficiale.
Che con il caldo aumenti il consumo di gelato è una cosa lapalissiana che non meriterebbe ne commento ne spazio sugli organi di stampa. Ma ci si dimentica sempre di guardare alle condizioni meteo che fin qua hanno trovato i gelatieri nelle loro città, altrimenti si fa passare il messaggio che il comparto (del gelato) stia viaggiando a gonfie vele.
Infatti ad un caldo e assolato mese di marzo è seguito un aprile freddo e piovoso che non ha risparmiato neanche il periodo pasquale. I conti su come è andata la stagione lavorativa, e ogni artigiano questo lo sa, si fanno alla fine. E’ inutile questo sensazionalismo per qualche grado di temperatura in più esagerato (il famigerato hannibal) dai mezzi d’informazione.

Sui dati più tecnici qualcosa di sostanzioso si trova.
Effettivamente il prezzo della vaniglia è salito (da 25 a 30 dollari al chilo) per gli scarsi raccolti in India e Messico (i maggiori produttori insieme al Madagascar) e questo è un dato di fatto, ma i prezzi  non si riverbereranno immediatamente sul listino prezzi delle gelaterie.
Se erano più attenti avrebbero magari potuto aggiungere che quello che inciderà maggiormente sul prezzo finale del gelato sarà il costo dell’energia elettrica, soggetto a forti rincari. Ma questo c’entrava poco con il loro settore (agricoltura & Co.)
Quello che lascia interdetti sono invece i dati forniti sui nuovi gusti che troveranno i consumatori durante l’estate 2012. Venissero da qualche associazione di categoria dei gelatieri (artigiani, confcommercio, scuole di formazione, società di consulenze, fiere del settore) potrebbero avere anche valore, ma ci si chiede sempre  cosa c’entri in questo caso la Coldiretti. Sicuramente il gelato si produce (o si dovrebbe produrre) con i prodotti forniti dai coltivatori diretti (frutta, vini, ecc..) o dagli allevatori (latte) , ma i dati corretti non potrebbero che ssere forniti dalle associazioni che raggruppano le aziende di semilavorati per gelateria.

Per la cronaca Coldiretti annuncia l’arrivo di 600 gusti disponibili nelle 36mila gelaterie italiane, indicando come i  “piu’ gettonati sono nell’ordine il cioccolato, la nocciola, il limone, la fragola, la crema e la stracciatella ma si registra una tendenza verso sapori meno conosciuti del Made in Italy, dal Bergamotto al vino Recioto fino al pistacchio di Bronte.”
IL PISTACCHIO di BRONTE tra i gusti meno conosciuti dagli italiani.
Beh, certamente!
10 anni fa prò….
E inoltre, udite udite, rileva addirittura la nascita di AGRIGELATERIE vicino alle stalle di produzione. (l’Agrigelateria di Poirino è stata aperta nel 2001, e dal 2004 ha un punto vendita anche in Eataly a Torino Lingotto…)
Insomma, notizie trite e ritrite, spacciate come nuove.

agrigelateria poirino

Agrigelateria di Poirino

[fonte agi.it/ foto dissapore.com]

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