I prezzi della Nocciola 2014/2015: forti aumenti che arrivano a toccare il 60%

nocciola raccolta

I prezzi per l’acquisto delle nocciole del raccolta 2014 sono andati alle stelle.
Ma perchè si è verificata questa situazione?

E’ tutta l’estate che assistiamo a fibrillazioni sul prezzo delle rimanenze di prodotto del 2013, causate dalle voci incontrollate che arrivavano dalla Turchia.
Si parlava di di gelate invernali che avevano colpite le coltivazioni nelle regioni del Mar Nero, causando notevoli danni ai raccolti.

In effetti le gelate ad aprile in Turchia ci sono state, ed hanno comportato un calo dei raccolti di questo Paese che da solo fornisce il 70% della produzione mondiale (il resto arriva da Italia 13,4%, USA 4,1%, Spagna 2,8%, e dagli emergenti Azerbaijan 2,2%, Georgia, Iran e Cina, circa 1,5%).
Questo è il motivo per cui quello che accade qui si ripercuote in tutto il mondo.
Un calo però che si è rivelato inferiore alle pessime previsioni iniziali (la cifra inizialmente revista era di sole 387.960 tonnellate) che avevano fatto drizzare i capelli in testa a molti analisti.

Questi primi numeri hanno trovato riscontri reali?
I dati della Olam International prevedono per il 2014 una perdita di un terzo della produzione turca: dalle 800mila tonnellate circa pare che passerà alle 520mila reali (prezzo di un chilo da 3,5 euro di inizio anno ai 6 euro scarsi di oggi).

nocciole
Quindi se queste cifre saranno confermate, la produzione globale stimata di quest’anno sarà di poco inferiore a quella del 2013 che fu di 572.375 tonnellate (fonte Ordu Commercial Exchange), anche tenendo conto dei dati aggiornati (al 18 agosto) dei coltivatori turchi che hanno portato a rivedere le stime del raccolto 2014 in ribasso a circa 500mila tonnellate.

Circa 70 mila tonnellate in meno, dunque.

Numeri che non giustificano gli aumenti attuali di oltre il 60% dei listini in un anno.

Allo stesso tempo si nota chiaramente un fenomeno speculativo: i coltivatori che hanno in deposito materia prima non la immettono sul mercato, rimanendo alla finestra in attesa di un ulteriore aumento dei prezzi. E questi rimangono alti senza scendere, proprio perché diminuisce la disponibilità per chi è intenzionato ad acquistarla.
Un cane che si morde la coda.

Una situazione simile a quella che si è vissuta quest’estate in Italia con la Nocciola Piemonte.
Benchè ci fosse disponibilità di prodotto, questa non era sul mercato perchè chi ne aveva la teneva ferma osservando la fluttuazione (all’insù) del prezzo.

Fino al 2015 i prezzi quindi rimarranno decisamente alti, benchè il raccolto italiano sia stato pressochè buono se non addirittura maggiore in alcune zone rispetto alla stagione precedente (tranne nel Viterbese dove è stato scarso).
Nonostante questo, ma principalmente per gli aumenti delle nocciole turche, anche i listini del prodotto italiano sono aumentati (aumenti medi del 20%-30%), con la Nocciola IGP Piemonte che ha toccato i 400 euro a quintale (dai 375 ai 395 euro a seconda della resa delle singole partite, parole dell’assessore piemontese all’Agricoltura Mario Coppa).

Il prezzo delle nocciole italiane è proporzionato alla richiesta di mercato e tarato anche su quello della concorrenza straniera: essendo di maggior pregio qualitativo ‘deve’ costare di più.

Gelatieri, pasticceri e cioccolatieri che dovranno assorbire questi aumenti, li scarichernno sulla propria clientela aumentando i prezzi al pubblico dei loro prodotti?

[fonte Nocciolare.it, www.ordutb.org.tr, laStampa, scattidigusto.it]

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