La prima gelateria all’azoto liquido d’Italia ha aperto un anno fa a Roma, non a Bergamo

ad. mangiami

Ha avuto molto eco mediatica (grazie agli addetti ai lavori presenti per l’occasione) l’apertura a Bergamo di ‘Al d. Mangiami‘ (Sì, non è un errore di digitazione, l’insegna è proprio così) l’autodefinitasi prima gelateria all’azoto liquido d’Italia.
Ma con buona pace del suo ideatore, Marios Gerakis, le cose non stanno proprio così.
In realtà, senza scomodare i vari gelatieri che da decenni hanno utilizzato questa tecnica per produrre il gelato, dal pioniere Corrado Sanelli di Salsomaggiore Terme (per questo invitato pure alla seconda edizione di Identità Golose nel lontano 2006) al romano Claudio Torcè, che però l’hanno affiancata nei loro negozi a tecniche di mantecazione tradizionali, è stata Roma la città che ha visto la prima apertura di una gelateria interamente convertita all’azoto liquido.
gelateria n2 romaSi tratta di N2 (via Luigi Rizzo 112), la gelateria di Luca Saltarelli che èarte dai gusti classici, per poi proporre gusti alcolici alla birra Guinness, il tiramisù destrutturato o la vaniglia con lamponi e cognac.
Il titolare è stato recentemente ospite di una trasmissione televisiva su Sat2000 insieme al redivivo Davide Cassi il professore di Fisica della Materia, nonchè direttore del Laboratorio di Fisica Gastronomica dell’Università di Parma, uno tra i primi alfieri dell’utilizzo delle reazioni chimiche in cucina per quella che è stata poi chiamata cucina molecolare, che ha mostrato ulteriori usi dell’azoto liquido.
gelateria n2 roma
Tornando a Bergamo, Gerakis (che ha preannunciato l’apertura di nuove AlD.Mangiami lungo tutta la penisola) ha inoltre raccontato di aver studiato un sistema innovativo per conservare e trasportare il gelato realizzato con l’azoto. Anche qui, niente di nuovo, l’importante è bilanciare correttamente la miscela. In più si può utilizzare l’azoto per dare ancora un colpo di freddo al gelato mantecato, come fa Sanelli per realizzare in brevissimo tempo torte gelato utilizzandolo come un velocissimo abbattitore di temperatura.
Ma come ho scritto in un articolo su Scatti di Gusto (le 15 migliori gelaterie all’azoto liquido nel mondo) , già da tempo da What’s the scoop a Portland (Stati Uniti) il gelato viene realizzato in enormi planetarie raffreddate ad azoto e poi venduto nei tradizionali banchi di vendita, come un qualsiasi altro gelato, da consumare sul momento o da portare a casa.

[foto: facebook, tripadvisor, finedininglovers.it]

2 thoughts on “La prima gelateria all’azoto liquido d’Italia ha aperto un anno fa a Roma, non a Bergamo

  1. Buongiorno Sig. Soban e innanzitutto grazie per l’attenzione e lo spazio che ha voluto dedicare alla nostra gelateria.

    Devo purtroppo correggerla su alcune affermazioni per evitare di dare adito a fraintendimenti e creare confusione tra il pubblico di lettori.

    Come può bene immaginare, prima di avvicinarci al gelato all’azoto (ma anche in fase di test e sperimentazione: è dal 2012 che ci stiamo lavorando!) abbiamo studiato a lungo e assaggiato il gelato di chi in questo mondo già ci lavorava. Conosciamo quindi benissimo i nomi citati nell’articolo. Resta il fatto che in tutte queste realtà il gelato all’azoto viene proposto come estemporaneo e sempre e comunque affiancato da una proposta di gelato convenzionale. Al d. mangiami è invece l’unica gelateria COMPLETAMENTE all’azoto in ITALIA (purtroppo non sono mai stato a Portland, ma se mi dice così varrà la pena di farci un viaggio). Cosa significa? Che all’interno del nostro negozio viene proposto SOLO gelato all’azoto: estemporaneo e conservabile, quindi d’asporto. Questa è la nostra unicità (lei stesso aveva scritto in un articolo dello scorso settembre che “in Italia non esiste una gelateria interamente dedicata a questo tipo di produzione. Ma sono molti che si cimentano”: http://www.scattidigusto.it/2014/09/01/gelato-azoto-liquido-molecolare-classifica-mondo/)
    insieme al fatto che il nostro punto forte non è tanto l’azoto fine a se stesso quanto l’azoto come strumento per fare gelati ZERO ADDITIVI. Gusti frutta a base di 3 ingredienti (acqua, zucchero e frutta) e gusti crema a base di 5 ingredienti (latte, latte in polvere, acqua, zucchero e l’ingrediente che caratterizza il gusto, es. pistacchio). Nient’altro!

    Non mi resta che invitarla a Bergamo per una degustazione. Ci farebbe davvero piacere averla nostra ospite. Grazie ancora per l’articolo. A presto.

    Marios Gerakis.

    • Buongiorno e grazie del commento.

      Ho appena avuto conferma che la gelateria N2 a Roma rimane la prima ad aver aperto in Italia puntando sulla produzione (stabile, non estemporanea) di gelato con l’azoto liquido, affiancata però da una produzione di gelato con un mantecatore di tipo tradizionale.
      Le notizie che avevo avuto nel merito erano invece di segno opposto, ovvero che l’azoto fosse l’unico sistema produttivo.
      Quindi come precisato da Lei, Al d. mangiami è la prima gelateria in Italia a produrre gelato esclusivamente con l’azoto.
      Il discorso ADDITTIVI è un filo più complesso, perchè esistono artigiani che impiegano ancora vecchie ricette, create quando si utilizzavano le caratteristiche stesse degli ingredienti della ricetta per dare struttura e setosità al gelato (e non si conoscevano neppure addensanti come la farina di carrube). Penso ad esempio alle ricette di crema all’uovo.

      Grazie per l’invito, non mancherò di visitarvi una volta che sarò a Bergamo (o in qualche altra aprte d’Italia, sentiti i vostri progetti di espansione 😉 )
      cordialmente

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